FACCIAMO UN SELFIE ?
(Daniela Crispo)
Il selfie è una fotografia con autoscatto scattata uno smartphone o un tablet. La parola e l’uso sono legati alla tecnologia e sono piuttosto recenti. Pare che il termine sia stato usato per la prima volta nel 2002 in Australia, nel 2013 l’Oxford English Dictionary ne ha dato la definizione. Il selfie non è arte, ma attrae gli artisti che lo usano non soltanto nell’ambito personale, ma anche integrandolo in creazioni artistiche classiche. Il Museum of Modern Art di New York ha allestito una mostra Art in Translation: Selfie, The 20/20 Experience, L’illustratore coreano Kim Dong Kyu ha ripreso quadri della tradizione attualizzandoli con smartphone e tablet, ottenendo risultati stranianti. Pur non avendo un’estetica definita il selfie si muove a proprio agio nei luoghi istituzionali dell’arte. Sono considerati divertenti dalla maggioranza delle persone perché non hanno regole costrittive, bisogna seguire soltanto qualche semplice accorgimento, che serve a dare all’autore un minimo di consapevolezza, come alzare la mano che regge l’iPhone o il tablet e inclinare la testa. Il risultato è sempre gradito, anche se è deformante, perché l’obiettivo è comunicare con gli altri, testimoniare la propria esistenza tout court. Indirizzato al web il selfie è per la sua stessa funzione indirizzato fuori dallo spazio e dal tempo della quotidianità, è uno dei tanti piccoli punti che ci identificano o meglio fissano per un istante un nostro modo di essere qui e ora, subito riassorbito nel fluire indistinto dell’esistenza e dell’insignificanza. Infatti un selfie non esclude il successivo, né entra in contraddizione col precedente. Risponde soltanto all’impulso del momento.