Festa dell’Europa
(Gabriella Maggio)
Ieri 9 maggio si è celebrata la festa dell’Europa, per ricordare quel giorno del 1950 in cui Robert Schuman presentò il piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet che ha segnato l’inizio del processo dell’integrazione europea. La data appare ancora più significativa se si ricorda che il 9 maggio 1943 ebbe termine la Seconda guerra mondiale, ultima guerra guerreggiata tra gli Stati dell’Europa. La prima data della Festa dell’Europa è stata fino al 1964 il 5 maggio in onore della fondazione del Consiglio d’Europa. Successivamente nel summit del 1985 a Milano la Comunità Economica Europea ha adottato il 9 maggio per mettere in rilievo la proposta che Robert Schuman presentò il 9 maggio 1950 per la creazione di un nucleo economico europeo, a partire dalle riserve di carbone e acciaio.
Primo concreto passo verso una futura Europa federale indispensabile al mantenimento della pace. Questa la storia. Oggi l’uomo della strada appare scettico o contrario all’Europa, di cui conosce poco la storia perché è ostaggio della cronaca e della sua esperienza quotidiana. A lui l’Europa sembra soltanto quella della finanza e dei sacrifici che questa impone , almeno secondo quanto riportano i media. Ma non era questo lo spirito dei padri fondatori che prevedevano un processo di unificazione che culminava in un’Europa politica organizzata in maniera federale. La crisi dell’idea europea è legata soprattutto al fatto che non si è ancora realizzata l’unione politica e che il cammino appare ancora lungo in questo momento, in cui mancano idee originali, coraggiose, ma soprattutto di ampio respiro, tali da operare un cambiamento di rotta. Talvolta manca anche una corretta informazione. Le notizie annegano nei commenti di parte, spesso in contraddizione gli uni con gli altri, per cui ci si sente confusi e sfiduciati e ci si illude che la piccola patria sia la soluzione di tutti i problemi.